6 segni che ti dicono: fai coworking!

  • Hai lottato con una spina elettrica da Starbucks/MC DONALD/ .. in un bar. lab121 rianima tua batteria mentre sta esalando l’ultimo respiro. Ci sono spine elettrice e prolunghe.
  • Le uniche conversazioni che fai durante il giorno sono con i clienti, il tuo cane, e urlare numeri di “Ok il prezzo del preventivo è giusto”.  Essere un lavoratore autonomo o lavorare in remoto significa che devi lavorare da solo, recluso a casa o in un bar. Il coworking è una community di persone brillanti e amichevoli alle quali puoi fare domande, lavorare con loro a progetti, comunicare sui migliori blog del mondo, e andare a pranzo con loro.  
  • Il contratto di abbonamento biennale al tua cellulare ti infastidisce. No, probabilmente non è normale, ma forse odi i contratti a lungo termine. Le comunità di coworking prevedono contratti a ore o mensili che si rinnovano di mese in mese. Inoltre con ogni probabilità ti piaceranno le persone che lavorano con te al centro per il coworking e non vorrai più andare via.
  • Gli eventi di networking ti impegnano due sere o tutta la settimana e ora sei in dozzine di newsletter alle quali non ti sei neppure iscritto. Siamo un po’ particolari a lab121 e diciamo che non si creano reti professionali, si creano reti di amicizia. Awwwww. Quando appartieni ad una comunità di coworking incontri subito un gruppo di persone interessanti che ti vogliono conoscere e sono interessate a TE e a quello che fai. Tutti cercano di conoscersi l’un l’altro in modi standard (chiacchere amicali, pause caffè, etc.)
  • Incontri i tuoi clienti in cucina e offri loro gli avanzi della sera prima. Incontrarti con i clienti e dare l’impressione di essere professionale come libero professionista o piccola impresa potrebbe essere una lotta quando lavori da casa o quando sistemi la tua postazione di lavoro in un bar. Tutti i coworkers possono incontrare i loro clienti in una sala riunioni, confortevole e attrezzata. 
  • Non sei capace a fare tutto e devi ammetterlo. Una comunità di coworking è costituita da professionalità diverse, sviluppatori, designers, scrittori, consulenti (persone brillanti). Tutti hanno l’intenzione di aiutarsi a vicenda e c’è una gamma incredibile di competenze da condividere. Puoi imparare un sacco di cose anche complicate che ti faranno diventare un cittadino con un contorno e contesto di persone professionali. 

10 fatti che le istituzioni dovrebbero sapere sul coworking

Il seguente articolo compare sul sito della DESKMAG
DESKMAG ha iniziato a raccogliere suggerimenti per dialogare con le Istituzioni, nel particolare con la Città di Berlino, per favorire il movimento del coworking.
Joel Dullroy (Deskwanted), Tanja Mühlhans (City of Berlin, Projekt Zukunft), Dirk Kiefer (German Ministry of Economics & Technology) – Picture by Stefano Borghi, more pictures you’ll find on http://www.stefanoborghi.com
Se avessi una mezza giornata con il Dipartimento di Economia del tuo Paese, cosa diresti sul tema “portare il coworking ad un livello nazionale”?
A Deskmag è stata recentemente data questa opportunità di dialogo con la città di Berlino.
La città ci ha chiesto di presentare una lista di “10 cose che le istituzioni possono fare per il coworking”.
Avevamo già aperto questa discussione alla Conferenza europea sul coworking.
Segue un primo riassunto delle suggestioni emerse. Siamo aperti comunque ad altre proposte.

1. Facilità di accesso agli spazi vuoti

Le istituzioni possono permettere un accesso agevolato per le iniziative di coworking che si svolgono in edifici pubblici. Edifici vecchi e vuoti potrebbero essere destinati a progetti di coworking con tariffe di pagamento agevolate per un periodo di tempo limitato. Questa iniziativa potrebbe rivitalizzare tanto lo stabile quanto il vicinato.

Iniziative di coworking agevolato potrebbero essere realizzate anche presso le biblioteche. Potrebbei inoltre essere di aiuto per rimuovere il circolo vizioso che permette alle imprese immobiliari di ridurre le spese delle tasse gestendo spazi intenzionalmente non utilizzati e calcolandoli come una perdita. In questo modo, le Istituzioni supportano l’improduttività e lo spreco di risorse.

2. I dipendenti delle Isituzioni posso lavorare nei centri per il coworking

I dipendenti delle istituzioni potrebbero far conoscere gli spazi di coworking dove è possibile lavorare e fornire informazioni anche durante le sessioni di lavoro.

3. Educare chi si occupa di “burocrazia” sul tema del coworking

Le Agenzie governative hanno bisogno di comprendere più a fondo il coworking come un nuovo modello di lavoro e investimento. Supportanto le piccole imprese c’è meno rischio rispetto all’appoggiare un’Impresa di grandi dimensioni.

4. utilizzare la Rete Istituzionale per promuovere il coworking

Le Istituzioni potrebbero supportare il movimento di coworking inserendo informazioni sugli spazi di coworking sui loro siti internet; quasta strategia ha funzionato a Norimberga, Germania. Il maggior risultato potrebbe essere realizzare una Campagna pubblica rivolta ai lavoratori autonomi e al coworking.

5. Bucrocazia più snella per i lavoratori autonomi

A differenza delle grandi Imprese, i lavoratori autonomi hanno la necessità di gestire loro stessi la burocrazia legata al lavoro.  Rendere più “snello” il lavoro, le tasse e la posizione finanziaria/previdenziale dei liberi professionisti aiuterebbe naturalmente il movimento del coworking, costitito principalmente da freelancer.  La burocrazia potrebbe essere ridotta per i lavoratori autonomi, ad esempio eliminando la compilazioni di documenti complicati.

Alcune Agenzie governative rallentano lo sviluppo degli spazi di coworking perchè mancano di una definizione chiara o di una checkbox.   Su una traccia simile, le Istituzioni potrebbero autare il rapido sviluppo di start-up che nascono negli spazi di coworking. 

6. Supportare l’avvio di piccole imprese con riconoscimenti e incentivi

Un’altra via, oltre al rimuovere gli ostacoli, è erogare incentivi: si potrebbero dare riconoscimenti o incentivi  alle start-up  per iniziare il loro lavoro presso i centri di coworking.  Liberi professionisti e nuovi piccole imprese  otrebbero avere un riconocimento  se non possono permettersi di pagare l’iscrizione ad un centro per il coworking , al fine di abbandonare l’improduttivo ambiente di lavoro da casa. Questi incentivi dovrebbero essere dedicati ai primi mesi si lavoro, che sono i più difficili,  per sviluppare un buon giro d’affari. Se l’impresa funziona, non avrà più bisogno degli incentivi.

7. Fondare programmi educativi nelle Università

Programmi di educazione dovrebbere essere creati in diverse Università per sviluppare una conoscenza formativa/accademica sul coworking.

8. educare significa crescere dei futuri fondatori di centri per il coworking

Su un livello simile, un programma educativo dovrebbe essere istituzionalizzato per formare i fondatori dei centri per il coworking, sui temi del lavoro e per favorire lo sviluppo delle start-up nei centri per il coworking.

9. Non fondare spazi per il coworking al fine di svavorire altre realtà di lavoro

In ogni caso, non dovrebbero essere le Istituzioni fondare direttamente gli spazi per il coworking, sarebbe una mossa che condizionerebbe il mercato e metterebbe i centri per il coworking in cima alla scala del lavoro a scapito di altre realtà.

10. Proponi TU!

Hai altri suggerimenti? restano ancora alcuni giorni prima che spediamo la nostra lettera ufficiale. Mandaci le tue idee.  

Giving Thanks, freelance Style

Per quali aspetti della vita da freelance sei grato oggi?

Happy Thanksgiving Coworkers!

Happy Thanksgiving Coworkers!

Prima di infornare il tacchino ringrazia per le belle opportunità che hai!

  • Tranquillità: la maggior parte dei giorni puoi lavorare senza essere disturbato da riunioni Innecessarie o telefonate;
  • Aria fresca: puoi alzarti quando hai voglia di portare a passeggio il cane, leggere le mail o semplicemente accorgerti di che tempo fa;
  • Diversità: con la libertà di coltivare il tuo talento, puoi essere aggiornato e adattarti ai cambiamenti climatici dell’economia;
  • Esserci:  se ti organizzi in base agli orari dei tuoi figli, si tratta di vederli tutti i pomeriggi;
  • Giocare con gli assegni: contrariamente ai report depressivi della crisi economica, hai ancora il libretto degli assegni;
  • Orgoglio: quella sensazione elettrizzante che senti quando il tuo progetto è sotto gli occhi del pubblico … ciò che ti fa andare avanti;
  • Il tuo smartphone: e la libertà che ti consente;
  • Uscire: pianificare di uscire per bilanciare il tuo lavoro “solitario”, partecipare a un evento o a una conferenza, a un incontro o a un pranzo con gli amici, o fare coworking a lab121!
  • La tua rete su internet: non avresti mai conosciuto certe persone di persona; la tua rete internet ti porta consigli, e sani momenti di pausa;
  • Social media: anche se vivi nella più oscura città italiana, anche se vivi ad Alessandria, puoi comunque far conoscere il tuo nome;
  • Indipendenza: quando è stata l’ultima volta che ti sei dovuto giustificare per prenderti il tempo per andare dal dentista o a prende i bambini a scuola?
  • Parenti significativi: se non ti chiedono ogni Giorno del Ringraziamento “Che cosa c’è da fare?” potresti dimenticarti come dare spiegazioni…

Liberamente tratto da http://freelanceswitch.com/

Diamo visibilità al movimento per il coworking

TUTTI sono invitati a iniziare una jelly nello spazio che hanno a disposizione e a invitare coworkers da tutto il mondo.  Promuovi le iniziative del tuo coworking locale e sviluppa idee e azioni per connettere la comunità globale!

La JELLY è un evento casuale di lavoro. Le persone si ritrovano (a casa di uno di loro, in un bar, in un posto pubblico o in un ufficio) per lavorare per quella giornata. Porta il tuo computer portatile (o ciò che ti serve per realizzare il tuo lavoro) e porta la disponibilità d’animo ad essere “aperto” verso gli altri.

Sei libero di creare il programma che ti interessa (barcamps, esibizioni, workshops, eventi di networking, programmi di scambio con altre comunità di coworking etc.) durante la settimana della jelly.

Registrarsi è semplice: inserisci il tuo spazio, data e programma sulla mappa di Google http://jellyweek.tumblr.com/registration

PARTNER JELLY: sarebbe davvero cool, se la tua jelly scegliesse un partner jelly in un altro stato o continente per creare una comunicazione o un programma speciale. Sentiti libero di creare tutto ciò che puoi immaginare con questa partnership.

TWITTER: @jelly_world    HASHTAG: #JELLYWEEK

CONTACT: @anniroolf

Scoprire il senso di un coworking globale

Tutti coloro che osservano la rapida crescita del movimento del coworking, sono stupefatti dalla mancanza di confini che lo caratterizza. Il coworking pare la risposta ad alcuni bisogni che hanno persone in tutto il mondo. I cambiamenti economici, politici e sociali in un modo globalizzato fanno si che le persone da ogni dove, pensino a come organizzare in un nuovo modo le loro vite e il contesto che li circonda.

Il coworking è connesso al valore della cooperazione con nuovi modelli spesso auto-organizzati e luoghi di lavoro orientati al cliente. Visti come il simbolo di un cambiamento globale, gli spazi di coworking sono il nucleo di stili futuristici per fare business, agiscono insieme per ragioni comuni e creano nuove comunità e legami sociali. Ciò accade a livello locale con connessioni globali …

Scopriamo il senso di un coworking globale nella prossima WORLDWIDE #JELLYWEEK 2012.


A quali necessità può rispondere il  coworking? Per quali problemi locali e globali il coworking può essere parte della soluzione? Come i coworkers utilizzano la struttura globale di coworking per coltivare il loro business e i loro progetti? Quali persone e reti non sono ancora connesse all’idea di coworking e dovrebbero essere coinvolte? Come reti orientate al business e le Istituzioni utilizzano le infrastrutture del coworking  per creare comunità globali e realizzare attività? Come possiamo comunicare l’un l’altro durante la #JELLYWEEK da uno spazio di jelly ad un altro spazio di jelly, da continente a continente?? A gennaio, possiamo mandare dei viaggiatori in un posto o continenti in un altro posto? Quale tipo di prototipo tecnico, organizzativo, sociale e culturale possiamo sviluppare durante la   #JELLYWEEK per arricchiere la cultura globale del coworking?

La struttura della WORLDWIDE #JELLYWEEK 2012 renderà la comunità globale visibile.

Lunedì—- 16/01/12 —- è il giorno del #NorthAmerica.
Martedì—- 17/01/12 —- è il giorno del #SouthAmerica.
Mercoledì—- 18/01/12 —- è il giorno dell’ #Africa.
Giovedì—- 19/01/12 —- è il giorno dell’ #Europe.
Venerdì—- 20/01/12 —- è il giorno dell’ #Asia.
Sabato—- 21/01/12 —- è il giorno dell’ #Australia.
Domenica—- 22/01/12 —- è il giorno del #OneWorld.

Ognuna di queste giornate sarà focalizzata su una specifica parte del mondo. Durante una giornata sarà, ad esempio, possibile:

—- discutere su argomenti specifici che riguardano il continente del giorno,
—- creare un programma che presenti culture specifiche,
—- indagare l’approccio mentale e le tradizioni della cooperazione,
—- entrare in contatto con i coworkers del continente di interesse.

Durante le giornate sarà inoltre possibile:
—- che i coworkers di un dato continente si presentino al resto del mondo e
—- creare ciò che vuoi.

Collaboriamo ed esploriamo il senso profondo di una comunità globale! 

Il Prof. Lab, dall’idea al design. Storia della nascita di un testimonial pubblicitario.

Fare “ rete” con la rete: viaggio alla scoperta del coworking per capire come si lavora insieme in campo creativo nel terzo millennio.

Difficile andare al lavoro in auto quando si sta ancora terminando il progetto di questa stessa automobile. Difficile anche lavorare insieme per dare un volto al coworking quando gli uffici, gli strumenti e il luogo fisico di questo coworking ancora non sono disponibili e perfettamente funzionanti. Ma esattamente, cos’è questo coworking? Il coworking è un’idea, una risposta ad una necessità, un’idea geniale come lo è stata mettere un
computer dentro ad un telefono. Il coworking è lo strumento per aprire nuove possibilità, anche lavorative.
Questi piccoli gioielli tecnologici funzionano sempre di più in rete, connessi. Sempre più spesso un professionista preferisce al vecchio pc un più dinamico e utile smart phone o tablet computer, dove meno è di più: nello stesso modo i luoghi di lavoro più elastici e mobili sono la richiesta di
questa nuova generazione di liberi professionisti, o aspiranti tali, che cercano soluzioni convenienti e pratiche tanto cquanto cercano un punto di accesso al web senza fili quando sono fuori ufficio.
Il WiFi in viaggio ti fa lavorare anche a bordo del Frecciarossa, in movimento, aumentando produttività e possibilità.
Un luogo fisico dove riunirsi, una scrivania, una sala riunioni sono sempre necessari, tanto per chi lavora in viaggio quanto per chi inizia un nuovo “viaggio lavorativo”, ed ecco spiegata quindi la nascita di un porto di mare che ospita questa nuova generazione di “lavoratori nomadi”, il centro
di coworking, un ufficio in affitto per un’ora o un mese: una soluzione creativa che spesso riunisce professioni parallele che collaborano e si conoscono, un laboratorio di idee dove si sperimenta, si inventano nuove professioni o si sviluppano insieme attività divise e diverse che collaborano e si migliorano vicendevolmente.
Lab121 è proprio questo, un nuovo luogo di lavoro in Alessandria dove si lavora in modo nuovo; nuova è la possibilità di trasformare una passione nel lavoro possibile del proprio futuro, l’occasione di cambiare, di reinventarsi, di aggiornarsi, dall’informatico al pittore, dal fotografo al wedding planner, dal giornalista freelance al blogger, dal docente al documentarista, dall’enologo al creativo pubblicitario, dal web designer al musicista, tutti accomunati da necessità simili ma peculiari, impegnati in progetti a termine e che si trovano a collaborare gomito a gomito trovando la soluzione a lungo cercata proprio nella scrivania accanto. Fra un caffé e una riunione, il fotografo scopre un nuovo cliente, una nuova occasione lavorativa e si contamina in settori sino ad oggi inesplorati.
Il simbolo di tutto questo è Lui, il Prof. Lab, nato esso stesso da diversi professionisti e in luoghi diversi: concepito fra una vineria, un pranzo di lavoro, un incontro fortuito e tanti dialoghi via web, video chat o e-mail, è il simbolo “geniale”di un laboratorio, della ricerca di una scrivania e di una
connessione adsl veloce.

Colui che prossimamente tenterà di rendere più chiaro e semplice questo magma in movimento che è il coworking è nato quindi, esso stesso, da un embrionale stadio di lavoro condiviso: i “ricercatori” del giusto soggetto e della giusta idea sono stati i soci fondatori del Lab121, ognuno con la propria capacità e la specifica formazione. Le idee si sono raffinate escludendo spunti scontati o poco mirati, il brain storming ha fatto il suo lavoro e da questa “tempesta di cervelli” ha preso forma un volto con il cappello, poi senza, con grandi occhi e un ciuffo. Alla fine, fra la
fascinazione del design retrò di vecchi personaggi del Carosello e nuovi cartoni animati per giovani adulti, è spuntato questo occhialuto, piccolo saputello, con lo sguardo intelligente; nella mano regge una provetta che ribolle di idee e ha l’espressione decisa di chi sa di aver trovato la risposta che cercava: il coworking.

Vi diamo appuntamento sul blog del Lab121 per condividere la vostra prima impressione su nostro testimonial e, prossimamente, sul sito per vederlo all’opera mentre spiega con parole semplici in cosa consiste questo accidenti di coworking. Ma forse l’ha già fatto, leggendo il recconto della sua genesi avete già capito come il lavoro di gruppo può dare risposte inaspettate miscelando “sostanze” che nessuno ha mai accostato. Siete pronti ad entrare nel laboratorio?

nelle foto il riassunto della nascita grafica del Prof. Lab, direttamente dalla mano dell'illustratore alessandrino Andrea Musso, socio numero 100 e disegnatore eclettico. I suoi lavori per la pubblicità, l'editoria e il packaging non si assomigliano quasi mai, sperimenta e mescola la matita con l'iPad. Un vero spirito da laboratorio

Andrea Musso