Agenda digitale: cos’è e cosa cambierà

La Commissione Europea ha proposto una nuova strategia politica,  denominata Europa 2020, a sostegno dell’occupazione, della produttività e della coesione sociale. Nell’ambito di questa strategia l’UE ha definito l’Agenda digitale europea che si propone di sfruttare al meglio il potenziale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) per favorire l’innovazione, la crescita economica e il progresso.

L’Agenda Digitale  è stata definita nell’ambito della  Direttiva 2009/136/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 25 novembre 2009 relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica.

L’Agenda indica le linee di azione che gli Stati membri devono intraprendere a livello locale per dare applicazione all’agenda stessa. Ad esempio viene evidenziata la necessità di:

  • aumentare l’interoperabilità e gli standard (un contenuto deve essere fruibile tramite diversi dispositivi)
  • consolidare la fiducia e la sicurezza on line per favorire gli acquisti di beni e servizi in rete che rappresentano un parte crescente del marcato
  • creare infrastrutture tecnologiche volte a fornire a tutti i cittadini dei Paesi membri una connessione a banda larga

All’interno del pacchetto Semplificazioni è contenuta l’Agenda Digitale Italiana che entrerà in vigore entro sessanta giorni dalla sua approvazione. I punti cardine dell’Agenda  riguardano:

  • il potenziamento e la diffusione della banda larga: in Italia, secondo i dati del Ministero dello Sviluppo Economico meno del il 6,5% della popolazione abita in zone non coperte da alcun servizio internet o con velocità insufficiente
  • la promozione del principio degli Open Data come modello di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico
  • lo sviluppo di applicazioni di E-Government per migliorare i servizi ai cittadini e alle imprese

In conclusione la realizzazione dei punti fissati dall’Agenda Digitale Europea ed Italiana porterà nuove modalità di accesso a servizi esistenti, ad esempio la medicina elettronica e i servizi di telemedicina.

Fonti

Stefano Basso – stefano.basso@lab121.org

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