La personal fabrication

personal-fabrication-logoLa cultura di massa non stimola la curiosità nel comprendere come sono fatti e funzionano gli oggetti, come ripararli o crearne altri, mentre nei momenti di difficoltà economica l’inventiva, la voglia di indagare e di “metterci le mani” rappresentano una delle vie per andare oltre la crisi.

L’idea di “personal fabrication” si inserisce in pieno in questo contesto. Il successo che stà avendo il progetto Arduino a livello mondiale ci porta a pensare che l’informatica di massa abbia fatto un passo avanti spostandosi dal mondo dei bit a quello degli atomi; imparare ad usare un computer è diventato, col tempo, via via più semplice e alla portata di tutti, così è e sarà sempre di più anche con l’elettronica.

E se l’intersezione del mondo digitale con quello reale diventa sempre più concreta, se oltre al software vogliamo collaborare anche sull’hardware, allora la Rete non basta più. Si può progettare una nuova idea prendendo spunto o collaborando con persone sparse per il mondo ma prima o poi arriverà il momento di dover realizzare qualcosa di reale.

Da questa esigenza concreta nasce l’idea del FabLab, laboratorio di Fabbricazione Digitale dove le esperienze e le capacità di tutti sono messe a disposizione di tutti. Il FabLab è un luogo fisico, aperto al pubblico, dove chiunque può avere accesso alle attrezzature e ai macchinari necessari per realizzare da sé i propri progetti. Stampanti 3D, macchine a taglio laser, microcontroller ma anche macchine da cucire, cacciaviti e banchi da lavoro sono gli strumenti che si possono trovare, condividere, imparare (o insegnare) ad usare.

La “digital fabrication” è quindi il processo attraverso cui è possibile creare oggetti solidi e tridimensionali partendo da disegni digitali, disegni che sempre più spesso vengono creati e condivisi in Rete seguendo i modelli già consolidati del movimento Open Source. Chiunque lavori nel campo del design, dell’architettura, della moda può trovare in un FabLab il luogo ideale dove sperimentare e produrre i propri prototipi.

L’impatto sul territorio e sull’innovazione che è possibile aspettarsi può essere misurato sia in termini di innovazione pura, sia come aumento del “capitale umano” e delle competenze presenti nel territorio. Un FabLab alessandrino aprirebbe le porte alla creazione di una rete di persone interessate ai temi dell’autoproduzione e del coworking.

Il workshop su Arduino del 1 e 2 giugno 2013 in Alessandria vuole essere il primo passo verso la creazione di un FabLab in città; sarà ospitato dalla Casa di Quartiere e promosso dal centro di coworking Lab121, luoghi simbolo dell’importanza delle reti tra persone e dello scambio della conoscenza e della competenza.

Il costo di 199€ + IVA può sembrare alto, ma comprende un kit di sviluppo completo di tutte le componenti necessarie per creare decine di progetti diversi oltre a 16 ore di formazione con i docenti di Officine Arduino; i requisiti richiesti sono un computer portatile e una minima conoscenza su come usarlo, tutto il resto verrà insegnato da zero.

Luca Lusso
@lussoluca

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